VILLA SOLA CABIATI

Armonia di mondi lontani segreti ed aristocratici. Toh, che sogno. A noi è capitata per caso, ma veramente!!! Tra quelle meraviglie (per fortuna) che ogni tanto il virtualmondo ci propone hanno pensato bene che forse tale maestosità potesse attirare la nostra attenzione, e dunque a voi signori e signori: La Villa!


Pensate che in latino la parola piccola villa indicava una dimora di campagna o una fattoria o podere, poi però col tempo è diventato l’equivalente di vicus quindi di borgata o di villaggio. Da dove pensate che derivi il termine villano? Eh. Da lì il significato ha acquisito assonanze religiose per poi ricollegarsi al borgo, città o, per capisse noi, fare le cose in grande e vivere in una villa di campagna. Arabescato giardino all’italiana, miti e statue, sentieri di felci e osmati profumati, lance delle Guerra punica, collezioni di ceramiche che è tutto segreto, anche continuare la frase. Di epoca tarda barocca, due ali laterali chiamate “cappuccine”, stucco e pietra grigio perla, il marmo dei balconi, l’azzurro spento delle persiane per richiamare il colore del lago, costruito agli inizi del ‘500 dai duchi del Caretto, il duca Gian Galeazzo Serbelloni diede alla dimora l’aspetto attuale. Il motto suo? Villulae quietem ideato da Parini, riposateve insomma. 

Leggenda suggerisce che proprio lì Parini scrisse la prima parte de “Il Mattino”, ma proprio i primi versi, quelli noti a tutti che siete fortunati che non vi interroghiamo che sta didattica a distanza non è proprio roba nostra. D’altronde è tutta colpa di Petrarca che s’era messo in mente che la vita in villa era più sana per corpo e mente, ricordiamoci che se oggi facciamo le vacanze è anche grazie al suo coniare la villeggiatura. Oggi la villa appartiene ai conti Sola Cabiati e figuratevi se la mollano. Per amor del cul… ehm del fato abbiamo scattato una campagna pubblicitaria tra meraviglie e collezioni! Eh si perché La Villa ospita una collezione privata visitabile solo con un membro della famiglia o con uno dei sapienti guardiani, fedelissimi da oltre 35 anni. 

Sapete gli arredi di chi sono? Noi no o beh mica tutti, in parte di Bonaparte e di sua moglie Josephine de Beauharnais compreso il letto che magari vi porta bene se ci passate una notte con quei decori degli allievi di Tiepolo. Anche le suite, affacciate tutte sul lago, dondolano tra tradizione e una piccola tecnologia. 

All’ombra dei platani l’architetto Francesco Bernardini Ferrari disegnò lo splendido imbarcadero, “che maestoso per quadruplice scalea mette alla Villa Quiete”, come disse proprio lui o chi per lui.

Vorremmo comunque dirvi che la villa si può affittare solo per intero e per un minimo di giornate quindi, in attesa che i soldi di Monopoli diventino legalmente accettati noi vi mettiamo là per caso sul comodino questo fuori di Mi che, se ci passate davanti, dite pure che le foto degli interni ve le abbiamo spacciate noi.