SALE, PEPE e FANTASIA: la ricetta del futuro.

Rima tra Fisica, Disegni Industriale e Arte? Bravi, niente. Questa è la prima prova per poter accedere ad un’intervista ad alto quoziente di curiosianzione (curiosità e attenzione per i duri a capire).

Lui è Tommaso, è in collegamento parlofonico dall’Officina di Padova perché non vuole fa l’americano, 35 anni di passato alle spalle e un futuro, suo e degli altri, che potrebbe essere plasmato dalla sua definizione di essere itineranti. Life in motion era il loro motto che forse deriva da iter, la via, il percorso, la natura avventuriera che vorrebbe tutto e tutti itineranti.

Next? Cosa…Poi? No aspettate vi mettiamo ordine nel quadro: Next è l’idea, Tommaso il megagenio, il futuro la sostanza e quindi un trasporto intelligente basato su veicoli elettrici modulari che si agganciano o anche no, tutto dipende dove dovete andare.

Quando s’è acceso sto candelabro? Nasce come una sorta di algoritmo, come un sistema matematico per ottimizzare i trasporti. Ero all’Università, e durante una lezione di sistemi complessi il traffico mi ha fatto scoppiare la penna in mano e accendere varie plafoniere (altro che lampadine).

Cosa succede se persone dirette verso la stessa direzione si scambiassero in veicoli in corsa? Vi sembrerebbe di partecipare ad una Mission Impossibile che invece ora diventa possibile. “Dopo Fisica ho infatti studiato Disegno Industriale per immaginare oltre e non dover saltare per forza da una macchina all’altra.”

Perché si chiama così? Vuol dire sia prossimo sia vicino (Next) ma è una parola che si rifaceva anche al concetto di (nest) nido, di raggruppare (nesting).

Parole a bordo? Ho sempre desiderato il progetto accompagnato dalle seguenti parole: modulare, autonomo e visionario. Oggi potrei riformulare così: Modulare, Flessibile e sostenibile (elettrici); differiscono gli scenari di utilizzo solo perché ce ne sono sempre di nuovi.

Sarebbe bello utilizzarlo per…? Scegliere potrebbe essere più strategico ma non possiamo perché alla nascita ci ha battezzato la flessibilità. Inizialmente abbiamo immaginato questa magia anche per uso privato, l’abbiamo al momento implementato per uso pubblico ma vedrete…

Ma poi cos’è in parole poche? Pensate per un secondo ad una miscela tra Uber e Airbnb: è architettura in movimento dove ogni elemento ha la misura minima possibile per contenere una serie di servizi attesi e inattesi come Vino e pampagnato, persone e vetrine.

Farlo più grande? No perché altrimenti come potemmo essere flessibili? [Hai ragione tu. NDR]

Ma la storia della guida autonoma è vecchia come il cucco?  Nel 2010 Google ha dichiarato di aver fatto milioni di km di guida autonoma, per noi è un sì ma mica per forza e per sempre stiamo anche valutando di mettere un conducente, almeno finché la guida autonoma non sarà legale ovunque.

Artista, lo dice solo Linkedin o è la verità? Vero e dimostrabile, la mia vena artistica ha la forma di un quadro, dunque disegno strizzando l’occhio al Surrealismo e Magritte la mia pipa-ispirazione. 

La cosa più bella che ti è capitata per caso? Il mio socio romano (patria soddisfazione) mi inoltrò un tweet dello sceicco di Dubai nel 2016, anno particolarmente difficile, che all’immagine dei nostri veicoli associava la sua vision per il 2030: “almeno il 25% dei veicoli sarebbe stato a guida autonoma”. Beh wow!! Per altri 6 mesi non è successo niente ma poi abbiamo partecipato ad un concorso di accelerazione di imprese e siamo stati scelti per presentare il progetto a Dubai. Delle volte il boss!

L’ aneddoto per quando torneremo a cena fuori? La prima volta lo sceicco non sembrava molto convinto, la seconda per fortuna era più contento, parlare in arabo e capire tutto rende il mondo felice. Avevamo realizzato 1 veicolo e mezzo in tutta fretta. Test su test e secondo voi? Davanti al ministro dei trasporti non funzionava più niente, i veicoli non si agganciavano ma…era un finto sabotaggio. Abbiamo avuto 4 giorni di fuoco per sistemare tutto, parecchio tremore ma il bello della diretta e tutto ha funzionato all’evento ufficiale. 

 

Film dove vorresti vedere i veicoli di Next? Una fantasia di Nolan ambientata tra 5 anni. 

Soci per caso? Si, il mio socio l’ho conosciuto per caso al matrimonio di mia cugina, era lo sposo e ora vive in Silicon Valley (vuole fa l’americano).

Ma sei uno speaker convinto? Certamente, ma l’emozione è sempre come la prima volta, per questo preferisco improvvisare.

Ora per non dirvi la nostra ciò che noi vorremmo curiosare dal vivo sono i prototipini in scala 1:10 che lui ci ha citato e, visto che sta storia non finisce qua, immaginateci mentre consegniamo la nostra giornaliera dose di ironico buonumore in capsula, insieme al lattaio.