CHIEDERE ALL'OSTE

Noi di grilli per la testa ne abbiamo tanti a partire dal fatto che Stefano (Ferraro) e Lorenzo (Cioli) sono entrati a Milano zuccherati e alcolici. Chi sono? Niente popodimeno che ex Noma e per chi non sapesse cosa/chi fosse oggi siamo in vena di poche e sferzanti parole. Nominato più volte il miglior ristorante del mondo e icona dello chef René che il cognome è troppo difficile.

E guarda un po’ il bebè Loste Café ha appena inaugurato in zona Risorgimento, con uno stile essenziale quando le volte il caso sposa il design danese. Caffè e vino, i due grandi amori-amanti. 

Voi sapete che a noi piace raccontare le storie dei posti e delle persone che gli hanno prestato il cuore, è questo che crea il canto delle sirene che dovreste incontrare. Stefano lasciava che i clienti del Noma si innamorassero con i suoi dolci lievitati ad ore e passioni e ora agli zuccheri aggiunge anche preparazioni salate. Pensate che è partito appena ventenne a Londra, come tanti eh, e poi eccolalà si è innamorato anche lui e grazie a lei ha scoperto il mondo della ristorazione e se l’è cucito addosso. Londra, Hong Kong, Giappone, Australia e poi il Noma degli dei.

E il vino da dove esce? Frettolosi. Attenzione perché anche lui era un London Boy ma con uno schienale classicheggiante tra Borgogna e Barolo. Lorenzo è sommelier, embè, ma proprio in terra inglese ha avuto modo di conoscere la leggenda del mondo della caffetteria Tim Wandelboe.

Ma a quando l’incontro del duo? Dove volevamo dire, da Noma ovviamente dove fantasticavano sul ritorno nel Bel Paese e la ricerca della vita di quartiere.

Questo è solo un amuse-bouche, perchè i due hanno in mente di farci proprio mangiare amalgamando tutti i loro viaggi quando la situazione tornerà ad essere il circo di una volta!  “Questa è casa nostra, anche piccola, brutta e cattiva e il vino sarà artigianale” e perlopiù proveniente da piccole cantine.

A più di pagina loro ci ispirano con le farine macinate a pietra, che siano però allo stesso tempo farine tecniche, passando dal Molino Mariani e dalle uova che arrivano dal banco di Porta Palazzo (Torino) dove si rifornisce la madre di Lorenzo. E che dire, la mamma ha sempre ragione e il croissant costa meno di 1 euro!