C'ERA UN FIORE CHE VIVEVA DI CARTA

Di carta in fiore e di fiore in carta abbiamo incrociato Lucia, la principessa di un universo elegante dal vocabolario floreale, e immaginato di essere in un prato fiorito perché ogni tanto sognare cose che torneremo a fare aiuta le sane e vecchie allucinazioni. Ma l’origami cos’è? L’arte di ottenere figure e quando prima di un verbo c’è la parola “arte” sappiamo che ci incuriosiamo e indaghiamo senza indugio. 

Milano o non Milano? Milano? Che difficile… sono piemontese e attualmente a Brescia arrivata un po’ per caso e tanto per amore.

Ma oltre i fiori? Una laurea in Geografia e ovviamente tutt’altro percorso alle spalle; gli origami erano un passatempo per i viaggi in treno.

E a quando il primo bouquet? È stato per un matrimonio di amici di amici ma era ancora un passatempo, ho visto la foto del bouquet dopo 7 anni e non potevo crederci perché facevo solo un tipo di fiore e in questi anni tuttoè cambiato: dalla tecnica all’esperienza nel flower design. 

Quando è cambiato tutto? Da quando ho vinto un bando del comune di Brescia per uno spazio in un maker’s hub. Voilà.

E Fiorigami? Mio marito l’ha buttata lì, ma mica solo questo. Lui è ingegnere informatico e mi ha addirittura aiutato a mettere in piedi il primo sito. Pensare che ora lavoro prettamente online grazie al mio unico laboratorio da cui spedisco in tutta Italia.

Ma quanto dura un fiorigami? E perché dargli un’età? Dopo tantissimo è (quasi) perfetto e poi mi piace l’idea che gli si dia una nuova vita cambiando vaso o posto in casa. 

Il primo fiore cui hai dato una vita di carta? Un Kusudama! Gran classico della tradizione origami giapponese. A furia di farli applico delle varianti, le prime volte pieghi senza sapere poi quando sai dve ti porta ogni passaggio riesci ad aggiungere creatività, studio le tecniche del mondo del fiore e le adatto alla carta (oggi riesce a realizzare 7-8 tipi di origami).

Il tuo preferito? Adesso è la giunchiglia sia nella realtà che nella carta, la giunchiglia gialla perché sono old-style e preferisco i colori realistici presi dalla natura. 

E dicci dei Workshop.. Prima erano solo in presenza, poi dall’anno scorso ho provato con l’online, devo dirvi che preferisco la corrispondenza con qualche periodo particolare. Uno memorabile? In un campo di tulipani.

E il punto di svolta? Il primo anno che abitavo a Brescia avevo realizzato una brochure per la selezione di origami gioielli (fiori miniaturizzati mignon), poi sono entrata in un negozio per consegnarla ed è nato tutto. Amicizia e futuro. 

Richieste strane? Mi hanno chiesto una bottoniera da sposo di colori tristi e poi incredibilmente una volta realizzata era stupenda. N.d.r. mai giudicare un fiore da solo ma guardatelo nell’insieme.

E i tuoi canali digitali? Gestisco tutto io, a volte con mia sorella. Ho imparato da autodidatta così come per gli origami, il primo kusudama me l’ha insegnato un’amica di famiglia e da lì via libera a fare mille cose inclusi gli origami perché raramente sono concentrata e nel silenzio. Ancora adesso se siamo in viaggio in macchina io faccio origami, se non guido (n.d.r. ahaha).

E poi? Il desiderio è quello di inserire l’origami in un concetto ampio legandolo agli allestimenti e al design, una volta ho creato una meravigliosa parete floreale come scenografia per una mostra di scultura o ancora delle strutture sospese nel soffitto per uno stand di ceramiche. Nel mio cassetto restano le gonne di carta realizzate come tutù con un effetto origami.

Lucia dopo l’estate avrà un nuovo laboratorio-casa e noi le auguriamo che i suoi origami siano fiori di felicità, a voi invece auguriamo di regalare fiori (veri e di carta), di fare dei bei sogni e di farli insieme perchè valgono di più.